Ma, qualcuno può sciogliere la prognosi sul nuovo disco di John Grant? E’ una settimana che tento di stendere una mezza recensione, ma il Giovanni mi sfugge di mano con questa sua virata electro-pop. Insomma, ste canzoni, sotto il velo elettronico intessuto da Birgir Þórarinsson dei Gus Gus, fanno cagare o no? Read the rest of this entry »
Sformato di cavolfiori, stracchino e zafferano
by marcogiarratanaOh, non farmi dimenticare di rinnovare il dominio del sito. Per cortesia. Che quelli della piattaforma dove mi sono annidato ce li ho alle calcagna, ogni 3×2 mi inviano email di rinfresco della precaria memoria. Mettitici anche tu, mi raccomando, lasciami un asettico post-it sul frigo, o una scritta col rossetto sullo specchio del bagno. Ci tengo. Read the rest of this entry »
L’Inguine allo Scoglio #7: Quiche d’autunno. O d’autonno.
by marcogiarratanaOh, Halloween, nuova gallina dalle uova d’oro dei gestori dei locali, che hanno importato l’anglofesta giusto perché tanto l’identità nazionale godeva già di ottima salute e perché ogni cosa che viene da fuori e che mantenga il proprio nome non-tradotto è cool e genera una montagna di denari. Ognissanti è troppo un nome da Mio-Nonno e ha scarso appeal sulle vittime del marketing virale. Per entrare in un qualsiasi locale non c’è minimo di 15 euro da tirare fuori dalla saccoccia, spesso senza consumazione inclusa e quando devi consumare non è raro che i prezzi siano ritoccati perché giustamente è festa, ma lo è solo per il resoconto di cassa a fine serata. Read the rest of this entry »
Paccheri al forno con zucca, asiago e prosciutto crudo
by marcogiarratanaVolevo lasciare un cartello con su scritto TONNO SUBITO! ma star lontano da qui è difficile. I lavori sul mio primo disco solista stanno risucchiando ogni energia da spendere nel poco tempo libero, soprattutto per la redazione dei testi. Avendo la calotta cranica pressata da un enorme cavolfiore di parole da inserire tra i canticchiamenti, ritagliare con la forbicina quadratini di oreminutisecondi per il concepimento e la creazione di acrobazie fornellifere sempre nuove è al momento impresa ardita. Read the rest of this entry »
Percorso a insalata (o insalata a percorso)
by marcogiarratanaIn quanti cincischiano coi libri di Gordon Ramsay, Spyros e i Masterchef-di-turno, la Parodi e l’Antonellina e non hanno mai sentito parlare dell’Ei Fu saggio Pellegrino Artusi? Come dici? Sì, hai ragione, troppi. La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, il primo libro di Gonzo-Cucina, filone culinar-letterario di cui mi faccio promotore autoeleggendomi come solitario e disperato esponente (dichiarato). Lo leggo non tanto per apprendere nuove ricette, quanto per lo stile in cui è scritto che, se incastonato nel suo tempo, rompe gli schemi della narrazione gastronomica. Il primo vero e proprio catalogo di preparazioni rivolte alla massa, il primo libro di cucina pop scritto da uno che le ricette se l’è provate e riprovate e ne riporta le impressioni. Read the rest of this entry »
Peperone ripieno con spaghetti al profumo di mare
by marcogiarratanaOsannata da tanti, visitata dai di-più: sono stato a Berlino. Faccende di lavoro, non sia mai che il mio culo venga dirottato lontano da Milano per puro riposo. Anche se un po’ di relax me lo sono concesso. Ho zompettato in alcuni dei Luoghi Comuni del turismo berlinese e ammetto che vie come Friedrichstrasse o Unter den Linden mi abbiano lasciato del tutto indifferente, affette come sono da un’anonimia ultramoderna e spendacciona che ha quasi del disarmante. Una foresta di loghi di grandi griffe che rivestono palazzoni dal design impregnato di quel minimalismo che si contraddice da solo, tanto è sfarzoso e solenne. Le stesse strade le vedrei a New York o Milano stessa, non danno alcun valore aggiunto alla città. Al contrario dei quartieri caratteristici della Berlino Est, Kreuzberg su tutti, che è stato quello che ho visitato più spesso nella mia settimana di permanenza. Anche la zona di Warschauerstrasse mi ha molto colpito. Mi è parso di venire catapultato negli anni Ottanta, tra vie accoglienti ma un po’ malinconiche, case dai prospetti spartani eppure familiari, gente di qualsiasi razza. Si respira un’aria a tratti malsana nei bar marci dove ti scoli una birra parlando coi primi umani che ti ritrovi accanto. Pur avendo visto poco, la Vera Berlino mi ha colpito profondamente, anche se qui ne parlo con rapidità. Perché, oltre che a fare il turista merdino, ho fatto anche il turista gustativo. Mica potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di assaporare del sano cibo tedesco. Read the rest of this entry »
Riso al forno con carciofi e formaggi
by marcogiarratanaE dire che me lo ero appuntato. Di certo qualche fottuto spiffero ha fatto volare via l’appunto dalla mia zucca. Brutto perdere i ricordi in questo modo. L’avevo appuntato ma poi l’ho dimenticato. Cosa? Questo. Procedo per gradini e gradienti. È il 30 aprile ed è anche sera. Raggiungo due loschi figuri che poi tanto loschi non sono, anzi non lo sono affatto. Fabrizio e Michele, che menzionati così sembrano un duo di cabaret. Ciccio e Franco. Sandra e Raimondo. Topo e Gigio. Pippo e Baudo. Ste robe così. Non fanno cabaret i due Baldi giovani e non sono solo miei compari di birra-che-sembra-innocua-ma-che-poi-ti-spezza-in-sette-pezzi-e-qualche-briciola, ma col sottoscritto ci strimpellano giusto per strangolare il tempo. Ma vabbè, a te che te ne frega di sta cosa qui? Insomma, sto a girovagare per i Navigli con i due amichetti quando entrambi all’unisono, così, come se fosse la notizia più ovvia dell’Età Contemporanea, estraggono dal cilindro uno spensierato ma potenzialmente letale “oh, domani ci stanno i Dillinger Escape Plan al Magnolia. A 10 euro”.
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Crema di ceci con yogurt greco
by marcogiarratanaNon avendo ancora un’introduzione definitiva per questo post, stanotte, dopo essere sceso dal bus e discendendo gli ampi marciapiedi desolati di corso Buenos Aires tentando di mantenere una direzione di marcia che si avvicinasse al concetto di linea retta, cosa resasi impossibile da non-so-quante-birre-e-quanti-soldi-riversati-in-non-so-quante-birre-e-ci-metto-pure-un-paio-di-vodka-tonic-ma-non-ci-giurerei, dico stanotte, dato che non esco mai senza il mio fido taccuino con penna da taschino a scatto, non si sa mai mi venga un’illuminazione per scrivere l’introduzione della vita, sto dicendo che stanotte, in un stato mentale alterato i cui stracichi sono ancora vivi nella mia testa sotto forma di pulsante mal di testa lì, sul sopracciglio destro, sopra l’occhio, in fronte, dio pinguino e, sì, mi sto dilungando, stanotte, ti sto raccontando che stanotte, camminavo e ogni tanto mi fermavo e prendevo appunti.
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Flan con broccoli e speck
by marcogiarratana«L’Uomo Senza Tonno si perse in una formina di alluminio per sformati. I suoi passi balbettavano come i pensieri su un lucido pavimento imburrato. Anche un po’ scivolosello. Tutt’intorno, alte pareti di canyon al pangrattato. Mica catsi. Annodava la peluria facciale nel bel mezzo di una penuria di idee. Era alla ricerca di una ricetta adatta per ricevere i suoi ospiti.
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